Tahir-ul-Qadri leader della rivoluzione pakistana

Il Pakistan sta vivendo una delle crisi più difficili della sua storia. Decine di migliaia sono i partecipanti alla «Marcia del milione» al seguito del teologo islamico Tahir-ul-Qadri che ha lanciato alle autorità un ultimatum: dimissioni dell'amministrazione del paese, dissoluzione del Parlamento e radicale riforma politica.

Sullo sfondo delle inaudite proteste ad Islamabad, la Corte Suprema del Pakistan ha ordinato l'arresto del Premier Raja Pervez Ashraf, accusato di corruzione.

L'appello ad iniziare una «marcia su Islamabad», fatto la scorsa settimana da Tahir-ul-Qadri, ha fatto breccia nel cuore di decine di migliaia di persone, infiammando immediatamente le masse. Martedì l'opposizione, a capo del teologo Tahir-ul-Qadri, tornato nel paese dopo un'assenza di otto anni, è sopraggiunta nella capitale. «La nostra lunga marcia si è conclusa. Questo è l'inizio della rivoluzione e domani, quando vi sveglierete e pronuncerete la preghiera del mattino, ci sarà un altro paese». Così si è rivolto alla folla Tahir-ul-Qadri.

Il leader della «Marcia del milione» ha dichiarato il proprio manifesto della Rivoluzione pakistana, promulgato al meeting dell'opposizione, la «Dichiarazione di Islamabad». La sua idea centrale è quella di realizzazione nel paese riforme politiche radicali. Il suo obiettivo è il totale sradicamento della corruzione ai piani alti del potere e il «ritorno alla democrazia per il 99% dei cittadini». Notevole è il fatto che, incolpando le autorità civili del Pakistan per la situazione nel paese, il leader dei manifestanti ha lodato il ruolo dell'esercito come difensore delle frontiere ideologiche e fisiche del paese.

Già il primo giorno dell'opposizione a Islamabad, i partecipanti della «Marcia del milione» hanno vinto la loro prima lotta morale. La Corte Suprema del Pakistan sosteneva di fatto i manifestanti, che martedì hanno ottenuto la sentenza d'arresto del Premier Raja Pervez Ashraf, accusato di aver accettato tangenti e di aver esercitato pratiche di corruzione come Ministro dell'Energia e delle Risorse Idriche, posizione che occupava nel 2010. Ci si poteva aspettare che i manifestanti avrebbero accolto con esultanza la notizia sul verdetto della Corte Suprema sul caso del Premier Ashraf.

Il leader della «Marcia del milione» definisce le azioni dei manifestanti la «Tahrir egiziana» in Pakistan, ma le azioni del teologo islamico ricordano anche gli eventi della rivoluzione islamica del 1979 in Iran, capeggiata dall'ayatollah Khomeini, tornato dopo l'esilio dal paese. Nell'Iran sciita, così come nel Pakistan sunnita, le masse sono scese in piazza per lottare contro un potere corrotto e per auspicare il ritorno a norme democratiche e principi morali islamici

. La tecnica della «Marcia del milione» adottata in questi giorni in Pakistan è stata per la prima volta collaudata dalla famosa «Marcia del sale» di Mahatma Gandhi ancora prima della partizione dell'India britannica tra India e Pakistan. Nel 1930, un anno cruciale nel movimento indiano per l'indipendenza, Gandhi è stato a capo di una marcia pacifica di protesta, creando una delle azioni civili più significative del XX secolo. Potrebbero sorgere azioni analoghe nel caso dell'attivista indiana Anna Hazare.

Secondo molti esperti, dietro al leader della «Marcia del milione» potrebbe stare parte della dirigenza militare del Pakistan, insoddisfatta dall'attività delle autorità civili, invischiate in affari sporchi. I sostenitori di questa posizione sono certi che senza i potenti protettori in divisa di Tahir-ul-Qadri, mancato nel paese per tanti anni, non avrebbe potuto in così poco tempo mobilitare così tante persone per la protesta. Conoscendo il forte discredito delle autorità e non essendo in grado di frenare le proteste, i militari potrebbero aver deciso di guidare questo processo da dietro le quinte, usando Tahir-ul-Qadri come propria pedina.

Nella storia del Pakistan l'esercito si è più volte esposto ed ha agito come una forza giunta a «ristabilire l'ordine». Tahir-ul-Qadri ha negato le accuse di essere una «marionetta dei generali» ed ha definito la sua missione come una «cacciata dal potere dei ladri e dei corrotti». Quindi la questione su chi egli sia veramente, un autentico leader del nuovo movimento di massa o una figura non autonoma che dipende dai suoi burattinai, rimane aperta.

Source : http://italian.ruvr.ru/2013_01_17/Tahir-ul-Qadri-leader-della-rivoluzione-pakistana/

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